Museo geologico Giovanni Capellini

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Mostra "I Dinosauri Italiani"
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Un grande successo del Museo Capellini!

Qualcosa si muove a Bologna. I dinosauri hanno scosso l’apatia della città. I bambini coinvolgono gli adulti nell’interesse per la buona scienza. Così la città riscopre il patrimonio
scientifico dei suoi musei universitari, vecchio di secoli, ma vivo e proiettato nel futuro, sulla cui
evoluzione occorre vigilar e non arrivare impreparati. E con la città si muove la regione e le regioni vicine.
Non si può altrimenti spiegare lo straordinario successo colto dal Museo Geologico Giovanni Capellini con la Ia Mostra dei Dinosauri Italiani. La mostra è stata aperta il 5 Settembre
e da allora, in appena tre mesi, 15.000 persone hanno ammirato la mostra invadendo letteralmente le pur numerose sale del Museo. Il sabato e la domenica, in particolare, sembra di
essere in un museo londinese non in Italia. Si sono già raggiunti picchi di oltre 300 visitatori al sabato e di oltre 800 alla domenica. La frequenza mensile ha superato la soglia di 4.000 in Settembre e Ottobre, e quella di 5.000 in Novembre.
Tutti questi sono numeri mai occorsi in un museo universitario a Bologna e di rado raggiunti per singoli eventi di altre istituzioni museali cittadine.
Va anche sottolineato che in questa Mostra le visite scolastiche pesano per circa il 20%, contro l’80% di gran parte delle altre mostre. Ne consegue che in questo caso sono masse di nuovi
fruitori che arrivano al Museo in forma di famiglie e gruppi associativi, con la prospettiva di propagandare assai di più il buon nome e l’interesse per il Museo. Di questo passo a fine Dicembre 2009 il Museo Capellini supererà il tetto dei 35 mila visitatori in un anno, a cui vanno aggiunti oltre 14.000 visite virtuali al sito web.
Invitiamo quindi coloro che non hanno ancora ammirato il piccolo scheletro perfetto di Scipionyx samniticus a venire a vederlo prima dell’11 Gennaio 2010, muniti di buona lente o di
binocolo da teatro. Così potranno vedere il tegumento dell’intestino perfettamente conservato con le
sue micropieghe, oltre al fegato e altre parti molli conservate in maniera strabiliante.