Ciro a Bologna
CIRO VIENE A BOLOGNA
IN CARNE E OSSA
L’originale del primo
dinosauro italiano alla Mostra del Museo Capellini
Il Corriere della Sera dell’8 Giugno a Napoli titolava “Il dinosauro Ciro non va a Bologna, rimane prigioniero della burocrazia”. Invece Ciro arriverà da Salerno (in realtà dovrebbe essere a Benevento), col favore di un Soprintendente illuminato e del Ministro per i Beni Culturali che nel clima includente dell’unità d’Italia hanno fatto il miracolo di dare scacco alla burocrazia.
I tremila visitatori che in una settimana dall’apertura hanno affollato la Mostra dei Dinosauri Italiani al Museo Capellini avranno così un buon motivo per tornare a vedere l’originale del più perfetto scheletro di una sorta di Velociraptor baby di cui oltre alle ossa si vedono ancora resti di tessuti molli dello stomaco, colore della carne, solo appena mineralizzati. Da un momento all’altro il mostriciattolo parrebbe pronto a riprendere i muscoli e gettarsi sulla preda. Il suo nome scientifico è Scipionyx samniticus.per essere stato ritrovato nell’antico Sannio vicino a Benevento.
Oltre mille nel fine settimana di apertura, da 100 a 200 al mattino dei giorni feriali (9-13) e più di 700 visitatori nel secondo fine settimana (10-18). Oltre la metà bambini e ragazzi che trascinano entusiasti nonni e genitori. Un successo mai riscontrato prima d’ora nei Musei Universitari di Bologna. Un successo che continuerà perché già ora le prenotazioni di scolaresche superano del doppio le visite consuete. Anche le visite al sito web del museo sono salite a 100-200 al giorno.
Le ragioni del successo sono molte. Il fascino dei dinosauri nell’immaginario collettivo non teme declino. I dinosauri italiani sono ancora una novità (scoperti solo da vent’anni), poco sfruttata anche a livello pubblicistico e divulgativo. La stagione scelta per l’apertura era ideale. Il Museo Capellini da vari anni sta acquisendo consensi e popolarità consoni col suo inestimabile patrimonio e con la sua originalità. I pochi pezzi esposti sono di grande impatto visivo e emozionale e praticamente sconosciuti per il grande pubblico e per la maggior parte degli addetti ai lavori.
Fatto questo non consolante, ma ancor troppo frequente in Italia, e non solo in campo geologico.
Non ultima ragione del successo è la saletta finale della Mostra. Qui sono esposte oltre 50 opere di “paleoartisti” emuli del più famoso Luis V. Rey, illustratori scientifici e mediatici della pubblicistica naturalistica sempre più diffusa. Manco a dirlo, il tema più trattato sono i dinosauri, il loro ambiente, e i loro comprimari. Una Cappella Sistina caleidoscopica in cui i bambini trovano immediata risonanza per far correre la loro fantasia … senza dimenticare nomi come Lukas Panzarini, Fabio Pastori, Davide Bonadonna, Marco Boetti, Troco, Renzo Zanetti, Loana Riboli, alcuni noti da tempo altri freschi sul mercato.
La Mostra rimane aperta fino all’11 Gennaio 2010 e anche nei giorni 27-30 Settembre 2009 in cui si celebra il Centenario del Diplodocus al Museo Capellini con una Conferenza Internazionale sui vertebrati e le loro migrazioni fra i continenti che circondano il Mediterraneo e i mari che l’hanno preceduto nel tempo geologico.
Info: www.museocapellini.org